Cos’è il turismo sostenibile

TURISMO, SOSTENIBILITÀ E PAESAGGIO. RIFLESSIONI A PARTIRE DALLA PRATICHE ECOMUSEALI

La convezione europea del paesaggio definisce quest’ultimo come una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni. Il termine popolazioni non può essere inteso solo nel senso di popolazioni del luogo, poiché gli aspetti di un determinato luogo sono percepiti da chiunque lo attraversi, anche se non lo abita, come ad esempio i turisti.

Focalizzare l’attenzione sulle letture del paesaggio, sia degli abitanti sia dei turisti, è l’occasione per esplorare forme di turismo sostenibile in grado di soddisfare i requisiti della sostenibilità sociale che si declinano soprattutto nell’inclusività. Affinché si crei una relazione tra i due soggetti è fondamentale implementare attività che diano l’opportunità al turista di vivere esperienze negli stessi luoghi e con gli stessi tempi delle comunità locali ospitanti.

Gli ecomusei, allorquando rispettano la loro reale vocazione, possono essere delle pratiche interessanti sulle quali ragionare della reale fattibilità di esperienze di turismo sociale sostenibile.

Matilde Ferretto

TURISMO LENTO PER IMPARARE, PER SCOPRIRE, PER LAVORARE, PER LE AREE INTERNE

Esiste un modo di fare turismo che letteralmente ti connette a ogni luogo che attraversi, lasciandotelo scoprire. È la lentezza o, per dirla alla Zavattini, il “paziente inoltrarsi nei luoghi”. È un turismo senza l’ossessione per l’origine e la destinazione: gli interessa il viaggio di tutto quello che c’è ‘tra’ l’inizio e la fine. La scelta del mezzo è strategica: i piedi, la bici, la barca, la canoa, il cavallo o il mulo. Sono loro che abilitano la scoperta paziente e la trasformano in sorpresa, bellezza, emozione, esperienza, connessione. E così scopriamo paesaggi, persone, cibi, profumi, orizzonti che continuavano a sfuggici. Che ignoravamo. E così scopriamo di essere capaci a muoverci con poca energia fossile e che il nostro corpo è un’antenna sul paesaggio e su di noi. E così, passo dopo passo, pedalata dopo pedalata impariamo. Impariamo tutto. Il cicloturismo è forse la forma più nota e praticata di turismo lento: tutti hanno una bici. Il cicloturismo sta generando nuova occupazione laddove manca e sta valorizzando i nostri Parchi, i nostri cibi locali, le nostre agricolture, le nostre aree interne e i tantissimi beni culturali diffusi sui territori. Una risorsa bianca, a zero emissione e per tutti.

Paolo Pileri

TURISMO SOSTENIBILE A CHILOMETRO ZERO

Il turismo è un’industria in continua crescita, fonte di ricchezza e occupazione per Paesi, come l’Italia, ricchi di storia e natura.

Tuttavia su territori fragili, come molti dei nostri luoghi, un afflusso di massa fugace e frettoloso può mettere a rischio la sopravvivenza degli stessi. Ecco perché è importante promuovere e praticare un turismo che riduca il più possibile il nostro impatto sull’ambiente, che renda positivo e proficuo il nostro passaggio, arricchendo la cultura e le economie locali. Potremo così riscoprire un modo di viaggiare autentico, capace di stabilire un legame profondo con le persone che incontriamo e con i luoghi che visitiamo facendoli sedimentare dentro di noi.

Se poi questo modo di viaggiare lo pratichiamo “a km 0” cioè percorrendo i sentieri sotto casa e scoprendo i tesori che lungo di essi si svelano, l’esperienza dell’incontro diventa patrimonio quotidiano che rafforza il legame con la terra che abitiamo nella consapevolezza di essere ospiti di un unico Pianeta e impegnati in un comune cammino di cura.

Riccado Gini