Il festival della Biodiversità

Il festival della Biodiversità

festival biodiversitàCome ogni anno si terrà al Parco Nord Milano. Si tratta di un grande parco metropolitano inserito nella città e nel suo hinterland che ha riqualificato a verde aree un tempo industriali o incolte.
Le zone già riqualificate  comprendono vasti boschi, prati, colline, specchi d’acqua, viali alberati e aiuole.
Il parco viene gestito giorno per giorno, pulito, mantenuto, vigilato: un parco sicuro e di notevole bellezza, disegno moderno incontro alle esigenze dei cittadini, unico in Italia, che lo avvicina direttamente ai più riusciti esempi europei di parchi metropolitani (Monaco, Londra, Parigi, Amsterdam, Lione e Barcellona). Si è dimostrato essere negli ultimi 13 anni la sede ideale per il festival della Biodiversità.

Il festival della Biodiversità viene riproposto ogni anno in chiave diversa e quest’anno il tema sarà incentrato sulle lingue native.

festival biodiversitàDato che le lingue indigene giocano un ruolo fondamentale nella vita quotidiana delle persone, nella difesa dei diritti umani, nei processi di pace e di sviluppo sostenibile. Perderle, come si sta verificando nell’ultimo periodo,  significherebbe cancellare per sempre visioni alternative ai valori, alle filosofie e agli stili di vita delle culture dominanti. Non sempre ce ne rendiamo conto, ma la lingua che parliamo definisce chi siamo, il modo di intendere e relazionarci con il mondo. E in un mondo sempre più interconnesso, dove le differenze vengono soppresse per far spazio alla globalizzazione, difendere l’unicità delle popolazioni indigene e delle loro lingue è la chiave per preservare la nostra ricchezza come esseri umani. Per questo motivo l’ONU ha proclamato il 2019  ”Anno internazionale delle lingue indigene” con l’obiettivo di “preservarle tutelando i diritti e il benessere di chi è in grado di tenerle in vita”.

Il festival della Biodiversità ha come obbiettivo quest’anno di sensibilizzare le persone sulla tutela e la valorizzazione delle lingue native.

L’interesse per questo tema risiede nel fatto che le popolazioni indigene sono in prima linea nella salvaguardia della biodiversità degli ambienti e degli ecosistemi più fragili, quindi tutelare il loro patrimonio culturale e linguistico significa tutelare anche i loro territori e il legame con essi è nell’ interesse di tutto il Pianeta

festival biodiversitàDurante il festival della Biodiversità verranno proposte iniziative che valorizzano l’unicità delle lingue indigene e dei loro contesti naturali, capaci di definire l’identità sociale e culturale di queste comunità e dei loro ecosistemi di riferimento
Iniziative che concentrano l’attenzione ai linguaggi della natura, intraspecifici e interspecifici, e alla relazione che le popolazioni indigene instaurano con gli elementi naturali.

 

Biodiversità

Il festival della Biodiversità:  la biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.

Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili. Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre:  grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.
Batteri, farfalle, balene e foreste tropicali, insetti e grandi carnivori, papaveri e orchidee sono solo alcuni dei componenti della biodiversità della Terra, l’immensa varietà delle forme viventi che rende il nostro pianeta unico.

Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.

La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi. Invece ha il dovere di preservare l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future. Per l’incredibile impatto che l’uomo ha sul pianeta e sul suo ecosistema si è deciso, spesso di sensibilizzare le persone sull’argomento. Una di queste occasioni è il Festival della Biodiversità

Quando si tiene il Festival della biodiversità. Il festival della biodiversità si tiene ogni anno nel mese di Settembre al parco Nord Nord di Milano.

festival biodiversitàIl festival è giunto alla sua tredicesima edizione quest’anno con lo scopo di coinvolgere più persone possibili  per capire il rilievo che ha la biodiversità nello sviluppo sostenibile. Nello specifico il Festival vuole mettere in luce le azioni di riqualificazione ambientale e naturalistica, i paesaggi rurali e naturali che si trovano anche in città, gli ecosistemi che rischiano di impoverirsi e i saperi  di culture rispettose della natura, con uno sguardo al futuro del Pianeta.

Dove si tiene il festival della biodiversità. Le attività del festival si tengono ogni anno al Parco Nord di Milano.

Si tratta di un parco periurbano metropolitano di circa 640 ettari situato nella periferia nord di Milano. Classificato come parco regionale, si estende tra i Comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo, Novate Milanese e Sesto San Giovanni. Il Consorzio che gestisce l’area ha in quest’ultimo comune la sua sede legale, nella Cascina Centro Parco, cui si accede però da Bresso.  Il Festival della biodiversità coinvolge più luoghi adiacenti al Parco tra cui:Bunker dell’aereoporto, Oxy.gen, il Teatrino breda, Villa torretta, Il lago Niguarda, il Museo Botanico Josz, l’ Ortocomune niguarda, il Parco della Balossa.

 

 

 

Lingue native in via di estinzione al Festival della Biodiversità

Nel mondo esistono oltre 2.000 lingue in via di estinzione e stanno scomparendo ad una velocità allarmante: Scompare una lingua ogni 14 giorni, e poche lasciano tracce riconoscibili.  Questi idiomi vengono parlati solo da poche persone anziane in alcune piccole comunità e, siccome imparare un linguaggio che sta morendo non è invitante chi sta andando verso la globalizzazione economica, le nuove generazioni non si preoccupano di continuare la tradizione imparandoli dalla propria famiglia. Molto spesso per queste lingue in via di estinzione manca anche il sistema di scrittura e questo non aiuta a salvaguardarle.

Sono al momento quattro le lingue in maggior pericolo al mondo, la loro scomparsa potrebbe avvenire nel giro di poche generazioni.

HANTI: è parlato da 10.000 persone

Parlato nella Siberia occidentale è diviso in tre gruppi di dialetti principali. La caratteristica più affascinante di questa lingua è il suo sistema di evidenziazione, che richiede a colui che lo parla di indicare grammaticalmente se ha assistito a qualcosa in prima persona o se lo ha saputo per sentito dire. Questo da a chi parla e capisce questa lingua una percezione unica dei fatti e della realtà. Nell’era delle notizie false può essere di particolare rilevanza.

 ONGOTA: è parlato da 12 persone

festival biodiversità

Parlato nell’Etiopia sud-occidentale da 12 persone anziane. Si tratta di un inguaggio morente e, probabilmete verrà sostituito dal suo concorrente più vicino: la lingua Tsamai. Già sono presenti numerosi scambi di codici tra le due lingue ma lo Tsamai è in vantaggio. Questo è dovuto al fatto che gli uomini di ongata prendevano in moglie le donne della tribù Ts’amakko che parlavano tsamai e che lo insegnavano ai propri figli. I bambini non imparavano l’ ongata dai rispettivi padri che avevano smesso di impararlo per non offendere i padri delle mogli. Erano uomini che vivevano per lo più di caccia e raccolto, senza grandi ricchezze. Questo a testimoniare che la ricchezza delle popolazioni conferisce prestigio anche alla lingua.

S’AOCH: Parlato da 10 persone

festival biodiversità

Parlato in  Cambogia, paese che nell’ultimo secolo ha visto scomaprire diciannove lingue. Il s’aoch, è parlata da dieci persone in un villaggio di 110 abitanti. Questa cultura è stata decimata negli anni ’70 dagli khmer rossi. Il regime comunista ha estirpato i s’aoch dalla loro terra e li ha rinchiusi in campi di lavoro, vietando loro di parlare la propria lingua, uccidendone così la cultura e religione e spezzando il legame animista con la terra. I sopravvissuti non autosufficienti, fuggirono poi sulla costa per vendere la loro manodopera, condannati alla povertà e all’imminente estinzione della loro cultura. La denigrazione della loro lingua e delle loro tradizioni è stata totalmente assimilata dai membri del gruppo, che si riferiscono a se stessi come taowk, cioè “senza valore” e che non mostrano alcun desiderio di mantenere la propria lingua poiché anche ai loro stessi occhi non ha alcun valore.

NJEREP: Parlato da 4 persone

festival biodiversitàIl villaggio di Somie in Mambila (nella provincia di Adamawa, in Camerun) ospita una manciata di persone che può pronunciare poche parole e frasi in njerep. Non si possono nemmeno definire “semi-parlanti”, ma piuttosto “depositari del ricordo” di una lingua, che nelle sue fasi finali è stata usata soprattutto per i saluti, le canzoni, le battute e la condivisione dei segreti. La documentazione resa pubblica nel 2000 ha rilevato che solo quattro persone alla fine degli anni ’90 usavano il njerep a casa e solo un anziano del gruppo, Mial, poteva davvero avere conversazioni in lingua.
In una canzone riportata dai ricercatori, Mial si è allontanato dai soliti temi tradizionali – gli eventi storici tramandati oralmente – per lamentarsi del fatto che i giovani mostravano disprezzo per il njerep, ridendo ogni volta che Mial lo usava per comunicare. Questo spiega il costante cambiamento di codici osservato dai ricercatori, con il njerep usato scarsamente da persone che preferiscono ora esprimersi in altre lingue. Una quinta persona, presumibilmente colui che aveva la migliore conoscenza del njerep, è morta nel 1998.

 

Festival 2018, tutti i numeri di un successo

Concluso il dodicesimo Festival della Biodiversità è tempo di bilanci.

Durante i 10 giorni di Festival, gli eventi proposti hanno portato al Parco  20.000 persone con una media di 2.500 presenze al giorno nei weekend (media giornaliera calcolata sulla base dei dati rilevati dall’eco-counter).

Gli oltre 110 eventi realizzati hanno raccontato di un’offerta culturale complessiva varia, dal teatro, alla musica, alla divulgazione scientifica, sport, benessere e infine  nutrizione e alimentazione.

Oltre 70 espositori tra cui agricoltori, aziende, enti, artisti.

LE ATTIVITA’ DEL FESTIVAL

  • Mostre didattiche: “Ritorno al Giurassico. Può contenere tracce di dinosauri”, a cura di Associazione Idea e Coolture; “Custodi della biodiversità”, a cura di Cooperativa sociale Koinè in collaborazione con Parco Lura; “I risi della Lomellina: alla scoperta della salvaguardia dell’agrobiodiversità”, a cura di Francesca Orlando; “La Foresta di Białowieza – Patrimonio di natura selvaggia e cultura europea”, a cura di Grayna Chyra e Matteo Elio Siesa.
  • Appuntamenti musicali: “Domesticazione di cervi e di sogni” con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone; “Sleeping concert” a cura di Enten Hitti; “Sweet Sweat – Crossway in concerto”; “Zingareska” con Elena Cherkasova, Paolo Mari e Anastasia Cherkasova; “E canta la cicala…” suoni e parole del lavoro, dell’amore e della speranza a cura di Coro Ingrato.
  • Oltre 20 spettacoli teatrali e di danza con compagnie provenienti da tutta Italia, tra cui “Noi Robot” (Jet Propulsion Theatre con Andrea Brunello), “Non giocate con la terra” (Gianni Manfredini e Maurizio De Rosa), “Nel vivo. Serenate, lamenti e altri canti dell’anima” (Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini – O Thiasos TeatroNatura), “Alberi. Canto per foglie, uomini e radici” (Erica Boschiero, Vasco Mirandola, Enrico Milani), “Groppi d’amore nella scuraglia” (Emanuele Arrigazzi), “Il tempo dell’albero” (Lucy.lab evoluzioni), “La palla di cristallo” (Politeama Artiterapie), “C’era una volta” (Alomardanza), “Canto clandestino” (Gigi Gherzi – Teatro degli Incontri), “Che parco matto che hai! Per giocarci meglio…” (Pandemonium Teatro), “L’albero delle acciughe” e “Cibo angelico” (Mariella Fabbris), “I racconti del tappeto volante” (Valeria Sara Costantin – Teatro della Cooperativa), “Io sono il mio lavoro. Storie di uomini e di vini” (Pino Petruzzelli), “Il giardino segreto” (Lorenza Zambon).
  • Rassegna cinematografica (Ermanno Olmi e Bela Tàrr) con il Cinemobile del MIC.
  • Oltre 50 laboratori, corsi, incontri, camminate, visite guidate e giochi per grandi e piccoli.
  • 15 incontri di divulgazione tra cui “Corso di botanica cognitiva”; “Le foreste, patrimonio di natura selvaggia e di cultura europea; “Api e biodiversità” con esperti entomologi; corso di allevamento delle farfalle; “Dinosauri dalla A alla Z”, presentazione del libro della paleontologa Paola D’Agostino;  “Camminando”, incontro sul muoversi adagio come esperienza di turismo sostenibile; “Granai della memoria”, incontro sui patrimoni culturali legati alla gastronomia.
  • Bike Tour alla scoperta della Manifattura Tabacchi-MIC e Villa Lonati.
  • Corsa non competitiva “Run & Life” 10 o 5 km + 2 km a piedi nudi.
  • Arte in Balossa: inaugurazione delle opere di land art di Alessandro Pongan e Francesco Garbelli.
  • Eventi nella natura: “Pipistrellata” alla scoperta delle abitudini dei chirotteri; “Ragliare alla luna”, camminata fantastica a dorso d’asino per bambini di città; incontro per bambini e famiglie “Le api: una comunità da scoprire”.
  • Spazio bambini curato da Bì-Museo del Bambino e del Giocattolo con Teatro del Buratto e Biblioteca Civica dei Ragazzi di Cormano
  • Expo della Biodiversità: bancarelle e stand di enti e associazioni, tra cui la Consulta delle Associazioni, Associazione Amici Parco Nord, ERSAF, Shambala Shiatsu, Comitato Soci Coop e tanti altri.
  • La biodiversità a tavola: Ristorante Veg Mon Amour, birre artigianali, gelati naturali, hamburger di qualità Cose Buone, aperitivi degustazione “Il vermut: le origini antichissime di un vino pregiato” e “I risi della Lomellina”, laboratori di cucina con Marzia Riva, aperitivo degustazione curato da Slow Food e Ristorante Vico della Torretta con lo chef Angelo Nasta.
  •  “qb – quanto basta – dal produttore al consumatore”: espositori di prodotti locali selezionati da Slow Food e mercatini di prodotti biologici a filiera corta.

REDEMPTION

Rassegna stampa con oltre 30 articoli sui quotidiani locali e nazionali.

Pagine e sezioni dedicate su La Repubblica, Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Giorno, Tuttomilano, Mitomorrow, Film TV, Metro, Milanoweekend.it, Ecodallecittà.it, Udite-udite.it., Vivimilano, Nordmilano24.it, Gazzetta dello Sport, Milanotoday.it, Milanoonline.com, Sestoweek, Vero, La Gazzetta della Martesana, gli scomunicati.it, Settegiorni, Il Giornale, Mentelocale.it, Greenplanner magazine, Canale Energia, Alternativasostenibile.it, Spettacolomusicasport.com, Sestodailynews.net, Il Sole 24 Ore.

Un servizio di TG3 – Regione.

 

Il Festival della Biodiversità nel calendario italiano dell’Anno europeo 2018

Il XII Festival della Biodiversità sarà inserito nella programmazione dedicata all’Anno europeo del Patrimonio culturale 2018.

La commissione europea ha valutato positivamente la proposta di Parco Nord Milano di inserire il Festival nella programmazione che sarà disponibile al più presto sul sito www.annoeuropeo2018.beniculturali.it

In accordo con i documenti programmatici approvati a livello europeo, il patrimonio culturale viene inteso in senso ampio, come eredità ricevuta dal passato, da incrementare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni. Non solo letteratura, monumenti, siti archeologici, arte e borghi dal fascino nascosto, ma anche natura, paesaggi e ecosistemi capaci di raccontare storie dei territori e di plasmare la nostra identità.

Ecco che negli undici giorni di Festival il partrimonio culturale sarà presente attraverso attività, laboratori, musica, buon cibo, spettacoli teatrali e momenti di divulgazione scientifica per raccontare una realtà in divenire che parte proprio da nostro passato.