Biodiversità

Il festival della Biodiversità:  la biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.

Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili. Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre:  grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.
Batteri, farfalle, balene e foreste tropicali, insetti e grandi carnivori, papaveri e orchidee sono solo alcuni dei componenti della biodiversità della Terra, l’immensa varietà delle forme viventi che rende il nostro pianeta unico.

Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.

La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi. Invece ha il dovere di preservare l’ambiente e le risorse della Terra per le generazioni future. Per l’incredibile impatto che l’uomo ha sul pianeta e sul suo ecosistema si è deciso, spesso di sensibilizzare le persone sull’argomento. Una di queste occasioni è il Festival della Biodiversità

Quando si tiene il Festival della biodiversità. Il festival della biodiversità si tiene ogni anno nel mese di Settembre al parco Nord Nord di Milano.

festival biodiversitàIl festival è giunto alla sua tredicesima edizione quest’anno con lo scopo di coinvolgere più persone possibili  per capire il rilievo che ha la biodiversità nello sviluppo sostenibile. Nello specifico il Festival vuole mettere in luce le azioni di riqualificazione ambientale e naturalistica, i paesaggi rurali e naturali che si trovano anche in città, gli ecosistemi che rischiano di impoverirsi e i saperi  di culture rispettose della natura, con uno sguardo al futuro del Pianeta.

Dove si tiene il festival della biodiversità. Le attività del festival si tengono ogni anno al Parco Nord di Milano.

Si tratta di un parco periurbano metropolitano di circa 640 ettari situato nella periferia nord di Milano. Classificato come parco regionale, si estende tra i Comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo, Novate Milanese e Sesto San Giovanni. Il Consorzio che gestisce l’area ha in quest’ultimo comune la sua sede legale, nella Cascina Centro Parco, cui si accede però da Bresso.  Il Festival della biodiversità coinvolge più luoghi adiacenti al Parco tra cui:Bunker dell’aereoporto, Oxy.gen, il Teatrino breda, Villa torretta, Il lago Niguarda, il Museo Botanico Josz, l’ Ortocomune niguarda, il Parco della Balossa.

 

 

 

Lingue native in via di estinzione al Festival della Biodiversità

Nel mondo esistono oltre 2.000 lingue in via di estinzione e stanno scomparendo ad una velocità allarmante: Scompare una lingua ogni 14 giorni, e poche lasciano tracce riconoscibili.  Questi idiomi vengono parlati solo da poche persone anziane in alcune piccole comunità e, siccome imparare un linguaggio che sta morendo non è invitante chi sta andando verso la globalizzazione economica, le nuove generazioni non si preoccupano di continuare la tradizione imparandoli dalla propria famiglia. Molto spesso per queste lingue in via di estinzione manca anche il sistema di scrittura e questo non aiuta a salvaguardarle.

Sono al momento quattro le lingue in maggior pericolo al mondo, la loro scomparsa potrebbe avvenire nel giro di poche generazioni.

HANTI: è parlato da 10.000 persone

Parlato nella Siberia occidentale è diviso in tre gruppi di dialetti principali. La caratteristica più affascinante di questa lingua è il suo sistema di evidenziazione, che richiede a colui che lo parla di indicare grammaticalmente se ha assistito a qualcosa in prima persona o se lo ha saputo per sentito dire. Questo da a chi parla e capisce questa lingua una percezione unica dei fatti e della realtà. Nell’era delle notizie false può essere di particolare rilevanza.

 ONGOTA: è parlato da 12 persone

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Parlato nell’Etiopia sud-occidentale da 12 persone anziane. Si tratta di un inguaggio morente e, probabilmete verrà sostituito dal suo concorrente più vicino: la lingua Tsamai. Già sono presenti numerosi scambi di codici tra le due lingue ma lo Tsamai è in vantaggio. Questo è dovuto al fatto che gli uomini di ongata prendevano in moglie le donne della tribù Ts’amakko che parlavano tsamai e che lo insegnavano ai propri figli. I bambini non imparavano l’ ongata dai rispettivi padri che avevano smesso di impararlo per non offendere i padri delle mogli. Erano uomini che vivevano per lo più di caccia e raccolto, senza grandi ricchezze. Questo a testimoniare che la ricchezza delle popolazioni conferisce prestigio anche alla lingua.

S’AOCH: Parlato da 10 persone

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Parlato in  Cambogia, paese che nell’ultimo secolo ha visto scomaprire diciannove lingue. Il s’aoch, è parlata da dieci persone in un villaggio di 110 abitanti. Questa cultura è stata decimata negli anni ’70 dagli khmer rossi. Il regime comunista ha estirpato i s’aoch dalla loro terra e li ha rinchiusi in campi di lavoro, vietando loro di parlare la propria lingua, uccidendone così la cultura e religione e spezzando il legame animista con la terra. I sopravvissuti non autosufficienti, fuggirono poi sulla costa per vendere la loro manodopera, condannati alla povertà e all’imminente estinzione della loro cultura. La denigrazione della loro lingua e delle loro tradizioni è stata totalmente assimilata dai membri del gruppo, che si riferiscono a se stessi come taowk, cioè “senza valore” e che non mostrano alcun desiderio di mantenere la propria lingua poiché anche ai loro stessi occhi non ha alcun valore.

NJEREP: Parlato da 4 persone

festival biodiversitàIl villaggio di Somie in Mambila (nella provincia di Adamawa, in Camerun) ospita una manciata di persone che può pronunciare poche parole e frasi in njerep. Non si possono nemmeno definire “semi-parlanti”, ma piuttosto “depositari del ricordo” di una lingua, che nelle sue fasi finali è stata usata soprattutto per i saluti, le canzoni, le battute e la condivisione dei segreti. La documentazione resa pubblica nel 2000 ha rilevato che solo quattro persone alla fine degli anni ’90 usavano il njerep a casa e solo un anziano del gruppo, Mial, poteva davvero avere conversazioni in lingua.
In una canzone riportata dai ricercatori, Mial si è allontanato dai soliti temi tradizionali – gli eventi storici tramandati oralmente – per lamentarsi del fatto che i giovani mostravano disprezzo per il njerep, ridendo ogni volta che Mial lo usava per comunicare. Questo spiega il costante cambiamento di codici osservato dai ricercatori, con il njerep usato scarsamente da persone che preferiscono ora esprimersi in altre lingue. Una quinta persona, presumibilmente colui che aveva la migliore conoscenza del njerep, è morta nel 1998.

 

Festival 2018, tutti i numeri di un successo

Concluso il dodicesimo Festival della Biodiversità è tempo di bilanci.

Durante i 10 giorni di Festival, gli eventi proposti hanno portato al Parco  20.000 persone con una media di 2.500 presenze al giorno nei weekend (media giornaliera calcolata sulla base dei dati rilevati dall’eco-counter).

Gli oltre 110 eventi realizzati hanno raccontato di un’offerta culturale complessiva varia, dal teatro, alla musica, alla divulgazione scientifica, sport, benessere e infine  nutrizione e alimentazione.

Oltre 70 espositori tra cui agricoltori, aziende, enti, artisti.

LE ATTIVITA’ DEL FESTIVAL

  • Mostre didattiche: “Ritorno al Giurassico. Può contenere tracce di dinosauri”, a cura di Associazione Idea e Coolture; “Custodi della biodiversità”, a cura di Cooperativa sociale Koinè in collaborazione con Parco Lura; “I risi della Lomellina: alla scoperta della salvaguardia dell’agrobiodiversità”, a cura di Francesca Orlando; “La Foresta di Białowieza – Patrimonio di natura selvaggia e cultura europea”, a cura di Grayna Chyra e Matteo Elio Siesa.
  • Appuntamenti musicali: “Domesticazione di cervi e di sogni” con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone; “Sleeping concert” a cura di Enten Hitti; “Sweet Sweat – Crossway in concerto”; “Zingareska” con Elena Cherkasova, Paolo Mari e Anastasia Cherkasova; “E canta la cicala…” suoni e parole del lavoro, dell’amore e della speranza a cura di Coro Ingrato.
  • Oltre 20 spettacoli teatrali e di danza con compagnie provenienti da tutta Italia, tra cui “Noi Robot” (Jet Propulsion Theatre con Andrea Brunello), “Non giocate con la terra” (Gianni Manfredini e Maurizio De Rosa), “Nel vivo. Serenate, lamenti e altri canti dell’anima” (Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini – O Thiasos TeatroNatura), “Alberi. Canto per foglie, uomini e radici” (Erica Boschiero, Vasco Mirandola, Enrico Milani), “Groppi d’amore nella scuraglia” (Emanuele Arrigazzi), “Il tempo dell’albero” (Lucy.lab evoluzioni), “La palla di cristallo” (Politeama Artiterapie), “C’era una volta” (Alomardanza), “Canto clandestino” (Gigi Gherzi – Teatro degli Incontri), “Che parco matto che hai! Per giocarci meglio…” (Pandemonium Teatro), “L’albero delle acciughe” e “Cibo angelico” (Mariella Fabbris), “I racconti del tappeto volante” (Valeria Sara Costantin – Teatro della Cooperativa), “Io sono il mio lavoro. Storie di uomini e di vini” (Pino Petruzzelli), “Il giardino segreto” (Lorenza Zambon).
  • Rassegna cinematografica (Ermanno Olmi e Bela Tàrr) con il Cinemobile del MIC.
  • Oltre 50 laboratori, corsi, incontri, camminate, visite guidate e giochi per grandi e piccoli.
  • 15 incontri di divulgazione tra cui “Corso di botanica cognitiva”; “Le foreste, patrimonio di natura selvaggia e di cultura europea; “Api e biodiversità” con esperti entomologi; corso di allevamento delle farfalle; “Dinosauri dalla A alla Z”, presentazione del libro della paleontologa Paola D’Agostino;  “Camminando”, incontro sul muoversi adagio come esperienza di turismo sostenibile; “Granai della memoria”, incontro sui patrimoni culturali legati alla gastronomia.
  • Bike Tour alla scoperta della Manifattura Tabacchi-MIC e Villa Lonati.
  • Corsa non competitiva “Run & Life” 10 o 5 km + 2 km a piedi nudi.
  • Arte in Balossa: inaugurazione delle opere di land art di Alessandro Pongan e Francesco Garbelli.
  • Eventi nella natura: “Pipistrellata” alla scoperta delle abitudini dei chirotteri; “Ragliare alla luna”, camminata fantastica a dorso d’asino per bambini di città; incontro per bambini e famiglie “Le api: una comunità da scoprire”.
  • Spazio bambini curato da Bì-Museo del Bambino e del Giocattolo con Teatro del Buratto e Biblioteca Civica dei Ragazzi di Cormano
  • Expo della Biodiversità: bancarelle e stand di enti e associazioni, tra cui la Consulta delle Associazioni, Associazione Amici Parco Nord, ERSAF, Shambala Shiatsu, Comitato Soci Coop e tanti altri.
  • La biodiversità a tavola: Ristorante Veg Mon Amour, birre artigianali, gelati naturali, hamburger di qualità Cose Buone, aperitivi degustazione “Il vermut: le origini antichissime di un vino pregiato” e “I risi della Lomellina”, laboratori di cucina con Marzia Riva, aperitivo degustazione curato da Slow Food e Ristorante Vico della Torretta con lo chef Angelo Nasta.
  •  “qb – quanto basta – dal produttore al consumatore”: espositori di prodotti locali selezionati da Slow Food e mercatini di prodotti biologici a filiera corta.

REDEMPTION

Rassegna stampa con oltre 30 articoli sui quotidiani locali e nazionali.

Pagine e sezioni dedicate su La Repubblica, Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Giorno, Tuttomilano, Mitomorrow, Film TV, Metro, Milanoweekend.it, Ecodallecittà.it, Udite-udite.it., Vivimilano, Nordmilano24.it, Gazzetta dello Sport, Milanotoday.it, Milanoonline.com, Sestoweek, Vero, La Gazzetta della Martesana, gli scomunicati.it, Settegiorni, Il Giornale, Mentelocale.it, Greenplanner magazine, Canale Energia, Alternativasostenibile.it, Spettacolomusicasport.com, Sestodailynews.net, Il Sole 24 Ore.

Un servizio di TG3 – Regione.

 

Il Festival della Biodiversità nel calendario italiano dell’Anno europeo 2018

Il XII Festival della Biodiversità sarà inserito nella programmazione dedicata all’Anno europeo del Patrimonio culturale 2018.

La commissione europea ha valutato positivamente la proposta di Parco Nord Milano di inserire il Festival nella programmazione che sarà disponibile al più presto sul sito www.annoeuropeo2018.beniculturali.it

In accordo con i documenti programmatici approvati a livello europeo, il patrimonio culturale viene inteso in senso ampio, come eredità ricevuta dal passato, da incrementare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni. Non solo letteratura, monumenti, siti archeologici, arte e borghi dal fascino nascosto, ma anche natura, paesaggi e ecosistemi capaci di raccontare storie dei territori e di plasmare la nostra identità.

Ecco che negli undici giorni di Festival il partrimonio culturale sarà presente attraverso attività, laboratori, musica, buon cibo, spettacoli teatrali e momenti di divulgazione scientifica per raccontare una realtà in divenire che parte proprio da nostro passato.

 

Verso il XII Festival della Biodiversità: al via il Concorso di Idee

Parte oggi il Concorso di idee per partecipare al 12° Festival della Biodiversità che si svolgerà dal 13 al 23 settembre.

L’edizione di quest’anno si ispirerà ai valori e agli intenti stabiliti dall’UE che ha proclamato il 2018 Anno europeo del Patrimonio Culturale.

PERCHE’ IL PATRIMONIO CULTURALE?

Il patrimonio culturale ha un valore universale per ciascuno di noi. Importante è conservarlo, proteggerlo e amarlo.

In accordo con i documenti programmatici approvati a livello europeo esso viene inteso in senso ampio, come eredità ricevuta dal passato, da incrementare, valorizzare e trasmettere alle future generazioni. Non solo letteratura, monumenti, siti archeologici, arte e borghi dal fascino nascosto, ma anche natura, paesaggi e ecosistemi capaci di raccontare storie dei territori e di plasmare la nostra identità.

Ecco che il Patrimonio Culturale si presenta di varie forme: tangibile come edifici, monumenti, artefatti, libri o città storiche; intangibile come pratiche, rappresentazioni, conoscenze, competenze o spazi culturali cui le persone attribuiscono un qualche valore; naturale come paesaggi, flora o fauna e infine digitale ossia risorse create in forma digitale.

Tutte queste declinazioni del patrimonio culturale non vogliono raccontare qualcosa di statico o passato, ma di una realtà in divenire che sa svilupparsi attraverso il nostro modo di rapportarci ad esso.

PERCHE’ IL PARCO COME PATRIMONIO CULTURALE?

Il Festival e i suoi undici giorni di attività, laboratori, musica, buon cibo, spettacoli teatrali e momenti di divulgazione scientifica hanno l’obiettivo di porre l’attenzione sul tema della biodiversità come valore culturale in grado di valorizzare quei luoghi, quei paesaggi e quei saperi che sono intrinsecamente legati alla natura e ai suoi cicli vitali o che, nella loro applicazione, ne preservano gli equilibri.

Attraverso le molteplici iniziative proposte, il pubblico potrà riscoprire il ruolo delle aree protette come patrimonio culturale in continua evoluzione, da conservare e trasmettere ai giovani e alle generazioni future.

COME PARTECIPARE CON UNA PROPRIA IDEA AL FESTIVAL?

Il Concorso di idee permette di allargare la possibilità di partecipazione a livello nazionale e internazionale a chiunque abbia una proposta attinente al tema dell’anno.

Proporre la propia idea è semplice, basta compilare il modulo di partecipazione.

La proposta verrà valutata dal Comitato Scientifico e dal Comitato Artistico. Entro il 15 luglio ciascun soggetto proponente verrà ricontattato per l’eventuale inserimento nel programma 2018.

MODULO DI PARTECIPAZIONE

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IL COMUNICATO STAMPA