From discipline to holobiont

Holobiont curatorial group presenta:
il progetto-installazione a cielo aperto sulla salute dell’ippocastano e il suo parassita principale: il bruco Cameraria ohridella. Lungo la mostra all’ombra degli ippocastani malati i visitatori sono coinvolti nella storia di una malattia vegetale e dei precari equilibri tra vita e morte in cui si trova ciascun individuo. Al termine dell’installazione vengono simbolicamente chiamati a partecipare alla difesa della salute della pianta e a prevenire l’attacco del bruco con un semplice gesto di responsabilità e consapevolezza.

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Il progetto è un connubio tra il personale affetto per il Parco Nord Milano e la professione di Katherine Yixuan Dong, Ko Yuhsin e Xiong Xiu, studenti di Arti visive e Studi Curatoriali della NABA.
Parco Nord Milano dà loro la possibilità di avvicinarsi alla natura, di viverlo quotidianamente come fosse casa propria ed è stato anche lo spunto per una riflessione più profonda: da terra desolata a parco moderno, il Parco è stato creato per soddisfare le esigenze dell’uomo.

Ecco che chiamiamo Holobiont l’assemblaggio di un ospite e delle molte altre specie che vivono in esso o intorno ad esso e che vanno a formare un’unità ecologica.
Ad esempio, per proteggere le piante dai parassiti, abbiamo inventato veleni… ma fino a che punto il ruolo degli agenti chimici nell’ecosistema è sostenibile?

Per il tema “La salute delle piante” il team ha declinato il pensiero prendendo in considerazione gli ippocastani vicino all’ingresso est del Parco. Gli ippocastani sono alberi di strada comuni ampiamente diffusi in Europa e hanno una lunga storia di dominazione da parte dall’uomo. È vero anche che l’uomo è stato anche la principale causa del loro ammalarsi: questi alberi sono a rischio perché possono morire a causa dell’inquinamento atmosferico oppure essere danneggiati dalle infezioni microbiche. In particolare il parassita principale è la Cameraria ohridella che attacca brutalmente le foglie e si è diffuso in Italia e in Europa nei primi anni ’90 proprio a causa dell’uomo che inconsapevolmente lo ha trasportato.

Quindi è anche dovere dell’uomo aiutare gli ippocastani a guarire…
dopo aver ammirato le opere che questi artisti hanno creato appositamente per il Festival, i visitatori sono chiamati a raccogliere le foglie infette cadute e a gettarle in un apposito contenitore perché alla fine dell’inverno sarà importante rimuoverle dal terreno intorno per evitare ulteriori infezioni durante la stagione di crescita successiva.

Partecipa alla mostra e fai un piccolo gesto per dare un importante contributo alla salute di questi alberi!


La mostra è visitabile liberamente fino al termine del Festival.
L’evento si terrà in lingua inglese.

A seguire la performance artistica The Wrong Colours

mostra
inaugurazione - max 30 persone
clicca qui per iscriverti (obbligatorio e gratuito)

Data

Set 18 2020
Expired!

Ora

16:30

Luogo

Filare Ippocastani - ritrovo Cascina Centro Parco
Via Clerici 150, 20099 Sesto San Giovanni