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Bosco
Area più o meno vasta coperta di alberi di una o più specie cresciuti
spontaneamente oppure piantati dall’uomo. La parola pone l’accento
sullo sfruttamento commerciale della legna (infatti, le parole bois in
francese e wood in inglese significano sia bosco sia legna).
Foresta Area
generalmente piuttosto vasta coperta di alberi appartenenti, tranne
rari casi, a più di una specie. La differenza rispetto alla parola
bosco è che in questo caso si pone l’accento non già sul materiale
legnoso costitutivo ma piuttosto sulla composizione di questo ambiente
caratterizzato da ampia biodiversità. Ogni individuo e ogni specie
presenti sono strettamente legati agli altri in una fitta rete di
relazioni non solo alimentari. Deforestazione Distruzione
sistematica di una foresta, generalmente per rimpiazzarla con un
ecosistema artificiale, per destinare l’area a coltivazioni agricole
intensive oppure per utilizzare il legname come combustibile o come
merce per manufatti.
Piantumazione
Utilizzo di parte di un giardino, bosco o parco per mettere a dimora
piantine per infittire specie presenti o per creare nuove zone verdi
Desertificazione
Trasformazione progressiva di una regione primitivamente più o meno
fertile in un deserto per cause di ordine climatico, geologico o
antropico, in quest’ultimo caso per azioni di disboscamento, pascolo
eccessivo o agricoltura
Cambiamento climatico
Modificazione del complesso degli elementi meteorologici che
determinano la composizione media dell’atmosfera in una determinata
regione. La modificazione della concentrazione di alcuni gas o
l’immissione di nuovi gas vanno a interferire con i movimenti naturali
dell’atmosfera. Si verrebbero così a formare zone in cui il calore si
disperde diversamente che provocherebbero un aumento della
temperatura media. Poiché l’atmosfera è una miscela di gas queste
modificazioni potrebbero avere ripercussioni su tutta la superfice del
pianeta.
Ecotono
Zona di transizione stretta e abbastanza ben definita tra due o più
comunità diverse, completamente naturali (es. bosco-prateria) o in
parte artificiali (es. aree agricole-bosco). Gli ecotoni sono spesso
molto ricchi di specie.
Parassita
Organismo vivente che vive a spese di un altro organismo nutrendosi con
parti di esso senza provocarne la morte, perlomeno non a breve
scadenza. Tutte le strutture anatomiche e fisiologiche sono adattate a
questa vita particolare così come i sistemi di riproduzione e
diffusione della specie.
Simbiosi Associazione
tra due organismi in una relazione che porta reciproco vantaggio a
entrambi (mutualismo) oppure solo a uno di essi senza danneggiare
l’altro (commensalismo) o ancora danneggiandolo (parassitismo).
Mutualismo
Caso particolare di simbiosi in cui entrambi gli organismi coinvolti si
avvantaggiano Per esempio coltivazione di afidi da parte delle formiche
sui germogli di alcune piante.
Decompositore
Organismo che si nutre di altri organismi morti o di loro deiezioni
trasformandone tutte le molecole biologiche in molecole inorganiche
crescendo a spese dell’energia ivi contenuta e restituendo al suolo
sali minerali. Fondamentali per il ciclo della vita sul pianeta, senza
di essi le scorie non degradate coprirebbero una vasta superficie e le
sostanze utili alla crescita delle piante (prevalentemente fosfati e
nitrati) non sarebbero più a disposizione. Il ciclo della vita sarebbe
pertanto interrotto, mantenere la fertilità del suolo è un aspetto
della conservazione di questi viventi.
Autotrofi Organismi
che vivono sintetizzando sostanza organica a partire da acqua, anidride
carbonica, sali inorganici e utilizzando l’energia solare. Non si
nutrono né di particelle organiche né di altri organismi.
Eterotrofi
Organismi che non sono in grado di sintetizzare sostanze organiche in
modo autonomo, ma devono assumerle da altri organismi attraverso
l’alimentazione.
Specie La
specie può essere definita come un insieme di popolazioni interfeconde
geneticamente isolate da altre popolazioni. Per gli organismi
costituiti da una sola cellula, il concetto di specie si basa su
caratteristiche morfologiche e biochimiche. Oggi con la possibilità di
fare analisi molecolari del DNA si possono considerare come
appartenenti ad una stessa specie individui che hanno lo stesso
patrimonio genetico. In questo modo si classificano anche organismi che
non si riproducono per via sessuale.
Lettiera
Strato di materia organica in decomposizione di prevalente origine
vegetale che si trova sopra al suolo di boschi e foreste. Rappresenta
in pratica un vero e proprio ecosistema a sé, abitato da un gran numero
di animali stanziali che si nutrono di residui vegetali riducendoli
fortemente nelle dimensioni rendendoli così più aggredibili dai
decompositori veri e propri (funghi e batteri). Fondamentale anche per
trattenere il calore e l’umidità, come luogo di rifugio (forse da qui
il termine lettiera….)
Specie alloctona Specie
estranea alla fauna e alla flora di una determinata regione.
Introdotta, consapevolmente come l’ailanto, la robinia, la nutria, o
inconsapevolmente come alcuni insetti dannosi o funghi patogeni. Spesso
le specie alloctone sono portatrici di malattie dalle quali il sistema
naturale che le accoglie è indifeso.
Specie autoctona Specie
indigena della regione in cui viene reperita E nella quale il suo
patrimonio genetico si è evoluto. Le relazioni tra ambiente e specie
autoctona sono antiche, spesso di milioni di anni, anche per questo la
diminuzione degli individui di una specie tale da condurla al rischio
di estinzione modificando il numero e la complessità delle relazioni
ecologiche instaurate rende difficilissimo, se non impossibile
eventuali forme di ripopolamento e reintroduzione. Meglio prevenire la
drastica diminuzione di una specie prima che questo accada.
Specie invasiva Specie
generalmente alloctona che tende a espandersi oltre misura a causa
dell’assenza o della debolezza di competizione, predazione o altri
fattori limitanti.
Specie stanziale Specie che non effettua spostamenti stagionali periodici nel corso dell’anno e tende invece a vivere sempre nella stessa area.
Perdita di biodiversità
Le cause principali della perdita di biodiversità sono da ascriversi
all’alterazione degli habitat e all’introduzione di nuove specie. Per
quanto riguarda la prima alcuni esempi sono: la variazione di fattori
abiotici quali diminuzione di acqua, aumento di temperatura, immissione
di sostanze fortemente inquinanti nell’ambiente (fuoriuscita di greggio
dalle petroliere) e il taglio delle foreste (eliminazione di piante
implica, tra l’altro, una perdita di ricoveri, di cibo, di
sostegno ad altre specie che con esse convivono). Per la seconda
causa si ricorda che l’introduzione di specie alloctone che non hanno
predatori, non hanno malattie e si riproducono in modo disequilibrato
scalzano talvolta dalle loro nicchie ecologiche le specie autoctone.
Sostenibilità La
sostenibilità consiste nell’organizzare la comunità in modo che gli
stili di vita, le attività economiche e le tecnologie non ostacolino
l’intrinseca capacità della natura di sostenere la vita (F. Capra).
Questo è molto diverso dall’uso del termine (frequente sui mezzi di
comunicazione) che significa essere in grado si sopportare, di
favorire, di tollerare qualcosa che riguarda – fondamentalmente e
direttamente - solo il presente e azioni che nel presente si concludono. Il
termine rappresenta una serie di azioni che riguardano il futuro, i
nostri discendenti, e la sopravvivenza della vita a cui siamo
strettamente legati.
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