L’ospite Imperfetto

L'ospite imperfetto

Estinzioni, siccità, fusione dei ghiacciai: l’ospite imperfetto è responsabile di un cambiamento mai visto prima. Il suo carattere è sempre stato quello di trasformare l’ambiente che lo circonda e sottomettere al suo dominio piante e animali. Oggi però rischia di superare il limite.

Gaia ha già dimostrato la sua intenzione di buttarlo fuori casa, e sembra non ci siano altri pianeti disposti ad accoglierlo al momento. Ecco dove entra in scena l’Agenda 2030. I 193 Stati membri dell’ONU hanno deciso di stipulare un documento che dice alt, retromarcia, dobbiamo cominciare a comportarci bene.

Nel suo nuovo libro, Stefano Bocchi, professore di Agronomia e coltivazioni erbacee all’Università degli Studi di Milano, ci propone una nuova chiave di lettura per l’Agenda 2030. Ci parla di questo ospite imperfetto che ha messo in piedi uno stupefacente teatrino dell’assurdo. Si pesta i piedi da solo, strilla e sperpera risorse come non ci fosse un domani. Non vuole scendere a patti con quello che gli succede intorno.

Negli anni ’40 del 900, venne chiamato “rivoluzione verde” il sistema produttivo basato sulla genetica. Ancora oggi si continua a investire milioni nell’approccio tecnologico pur di non accettare la semplicità della soluzione: dobbiamo tornare ad ascoltare Gaia, seguire i suoi ritmi, assecondare le sue complessità. Non è possibile sfruttare senza dare niente in cambio.

Sono centinaia ormai gli studi che dimostrano l’efficacia di un approccio naturale ai problemi ecologici. Sono ancora in molti però a non voler ascoltare. Il pianeta potrebbe sfamare il doppio e forse persino il triplo della popolazione attuale se soltanto si scegliesse di gestire con maggiore consapevolezza le attuali risorse. Non serve altro: la capacità di scelta e organizzazione.

oggi il 77% della terra coltivata è destinata alla produzione della carne, così come il 70% delle risorse idriche. Che cosa stiamo aspettando? Queste scelte alimentari influiscono massivamente anche sui livelli di inquinamento di aria, terra e acqua. Si parla del 18% soltanto per quanto riguarda i gas serra. Pesticidi, fertilizzanti, antibiotici: sono talmente tante le componenti chimiche necessarie per sostenere un’industria di questo tipo che sembra quasi impossibile calcolarne con precisione gli effetti.

Mentre i nostri governi si muovono con grande fatica verso questo enorme cambiamento, anche noi possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. Prima di tutto prendendo consapevolezza delle nostre “imperfezioni”. Basta scegliere da dove cominciare, un passo alla volta, ricordandoci che esistono tantissimi gesti concreti che possono fare la differenza.

Se anche voi sentite di essere ospiti imperfetti, mettetevi alla prova qui sotto. In fondo alla pagina alcuni materiali utili nel caso voleste migliorarvi ancora.

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