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Museo Botanico

Data di pubblicazione:

lunedì 3 giugno, 2019

Tempo di lettura:

3 min

Ultimo aggiornamento:

lunedì 3 giugno, 2019

Museo Botanico



Dove siamo: via Rodolfo Margaria, 1 – 20161 Milano (lato sud Ospedale Maggiore Niguarda)
Come arrivare: tram 4 e 5, autobus 51 e 83, MM3 Dergano e Maciachini, Bike MI piazza Nizza e Ospedale Maggiore.

Il Museo Botanico Aurelia Josz è uno spazio all’aperto che si estende su di un’area di circa 24.000 m2., già vivaio comunale. Frutto di un progetto di riqualificazione e gestione, che ebbe inizio nel 2014, è stato inaugurato e dedicato ad Aurelia Josz nel 2015
È un osservatorio, un laboratorio in evoluzione che produce cultura e stimoli. Ne sono protagonisti gli ecosistemi spontanei della Pianura Padana, la loro biodiversità, la loro interazione con l’ambiente urbano, ricco di presenze vegetali alloctone e i loro processi di ibridazione simili a quelli umani. Attenzione particolare è data anche all’agricoltura, mondiale e lombarda, quindi l’azione umana nel mondo vegetale e sul paesaggio, di conseguenza, la storia umana.
Contatti, scambi e sinergie sono alla base di quanto è stato costruito e sono essenziali per gli sviluppi e le evoluzioni future.
Aurelia Josz (Firenze1869/Auschwitz-Birkenau 1944), dotata di una particolare e moderna visione della società e dell’agricoltura, fu fondatrice e ideatrice della prima scuola agraria femminile milanese, creata per formare alla professione giovani donne in condizioni disagiate.

l Museo Botanico è frutto di un progetto dell’ Amministrazione del 2003. Le opere relative al primo lotto iniziarono nel 2012 e, nel 2014,  iniziò la vita del Museo Botanico che si propone come polo naturalistico, didattico e ludico, luogo di  osservazione degli ecosistemi  della Pianura Padana, areale milanese,  della loro biovarietà e delle contaminazioni che l’azione umana vi ha impresso. È  un laboratorio per lo studio, la divulgazione di temi botanici e l’educazione naturalistica, presupposto essenziale per una nuova cultura del verde e il rispetto della cosa pubblica.
Il divertimento, il gioco, la piacevolezza sono gli strumenti che si prediligono  per veicolare le informazioni, per sollecitare curiosità, per stimolare interesse.
Le attività e gli eventi sono condotti da personale del Comune di Milano, Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano, con il nucleo dei volontari del Museo Botanico, i Volontari del Servizio Civile, i tirocinanti, in collaborazione con istituti scolastici e varie istituzioni, il Servizio Manutenzione Ordinaria dell’Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano, le Sezioni Didattiche del Comune di Milano, le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie).
Il Museo Botanico (MuBAJ) è stato inaugurato nel 2015 e, nello stesso anno, dedicato ad Aurelia Josz (Firenze 1869 – Auschwitz 1944), figlia di Ludovico Josz, triestino di origini ungheresi, e di Emilia Finzi, di colta famiglia ebraica, si diplomò a Firenze in lettere italiane e fu molto influenzata dal clima cosmopolita della sua città che  contribuì a formarne la mentalità progressista, promotrice della cultura e dell’emancipazione femminile.  A ventun’anni si trasferì a Milano per insegnare. Ideò nuove metodologie didattiche per catturare l’attenzione delle allieve. Nel 1902 fondò la prima scuola pratica femminile di agricoltura nell’Orfanatrofio della Stella a Milano, che fu trasferita in una sede autonoma a Niguarda nel 1905. Convinta della necessità di una visione moderna dell’agricoltura, invitò a insegnare i più importanti agronomi italiani e istituì molti corsi, tra cui bachicoltura e apicoltura, di grande successo. Nel 1931 la scuola, inizialmente sostenuta dal Fascismo in quanto compatibile con il suo progetto di formazione per le masse rurali, fu chiusa. Aurelia Josz rifiutò il giuramento al Fascismo e per lei iniziò il periodo di progressivo isolamento, durante il quale scrisse due saggi. Nonostante l’approvazione delle leggi razziali nel 1938, non espatriò. Fu deportata ad Auschwitz-Birkenau dove morì nel 1944

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Ultimo aggiornamento

03/06/2019